28 febbraio 2025 cronaca di un normale giorno in Guinea
Le piccole luci delle frontali ci accompagnano lungo il
viale di manghi che porta alla chiesa .
Le stelle brillano fra le fronde degli alberi e il canto
degli uccelli notturni riecheggia nel buio della notte
Così inizia la nostra giornata in missione a Nhoma .
Dopo la messa la colazione ci dà il tempo di organizzarci
poi via verso una nuova avventura .
Oggi si va a Chuluf una tabanca che sta nel mato accanto
alla missione .
Sono 4/5 km eppure in questi pochi metri si precipita in
mondi lontanissimi
Miseria e povertà si mescolano incredibilmente con gioia e
umanità
Attraversiamo le cave di pietra dove uomini e donne spezzano
le rocce rossastre e spezzano pure le loro schiene
Allontanarsi dalla missione vuol dire fare un viaggio nel
tempo e ritrovarsi nell’età della pietra
Antichi altari animisti ,sguardi coriosi,vacche , porci
,galline ogni tanto qua e là alberi
come zampe d’elefante a vegliare sui villaggi
Arriviamo alla tabanca accolti dal solito branco di bambini
Parliamo con le donne .
Accanto alla moransa ( casa ) c’è una specie di pollaio
fatto di mattoni crudi
Mi giro e … una donna vestita con un lungo mantello nero è incappucciata mi
si prostra ai piedi
Mai vista prima una cosa simile
Chiedo spiegazioni
Mi dicono che è prossima a sposarsi e prima di andare a
vivere con suo marito deve essere rinchiusa non può mai uscire dalla sua
piccola prigione , non può parlare con nessuno , deve tenero lo sguardo basso e
solo una donna può comunicare con lei e nutrirla
Chiedo per quanto tempo
Mi dicono poco
Solo due mesi
Solo due mesi
L’aria frizzante del mattino verso le 11 svanisce e ci si
ritrova in un forno a 40 gradi
Dopo pranzo si va a Bissau a fare la spesa
Pronti via ci si ritrova in mezzo a nuvole di polvere rossa
Prima destinazione ospedale militare
F.da una settimana ha la febbre alta meglio indagare un paio
di esami e arriva la sentenza… malaria
Si abbandona il malarone e si passa al chinino .
Nel frattempo scena raccapricciante
Si apre la porta di un taxi una donna si scaraventa a terra
urlando le è appena morto il figlio
Andiamo al mercato di Bandim una sorta di girone dantesco .
Un apocalisse di miseria dove fumi odori sapori si mescolano con profumi di
spezie e immondizia varia. Davanti a noi sfilano Tunk e carri armati russi con
soldati in assetto di guerra ci ricordano che qui la democrazia è appesa a un
filo e il futuro è piuttosto nebuloso
Andiamo a casa di Augusto preside della scuola che abbiamo
costruito.
Per arrivare a casa sua si attraversano discariche di
immondizie mescolate a mercati anzi direi … mercati d immondizia
Offriamo un paio di bibite a tutta la famiglia
Domanda “ dove butto la lattina ?”
La tengo in mano per un po’ di tempo poi la lascio scivolare
in terra
Il figlio di Augusto la raccoglie va in centro alla strada e
la ributta in terra
Non c’è alternativa
Qui si fa così
Il pic up delle suore è stra carico di materiale uscire da
Bissau e’ un incubo
Mi volto verso una viuzza c’è un assembramento di persone
volano calci e pugni
Hanno catturato un “ladron” e ora si fanno giustizia da sé
Usciamo dalla capitale avvolti da nuvole di polvere
rossastra il sole sembra precipitare nella miseria umana
Mi ritrovo mano nella mano con il mio caro Augusto
Mi ritrovo a riflettere sul valore di una vita
Quanto vale la nostra vita ?
Quanto vale la vita di un piccolo bimbo Balanta ?
Mentre sorgono le stelle la nostra macchina viene
inghiottita dal buio
Sento risuonare le parole delle suore che raccontano di
tanti bambini scomparsi e ritrovati svuotati dei propri organi
Utilizzati come pezzi di ricambio delle nostre vite
Eppure se penso all’Africa alla Guinea “ mi scappa un
sorriso “
Loro sono Gioia
Gioia incondizionata
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